Studio Viale Massofisioterapista

22/10/2012 LO SPORT FA BENE, LO SPORT FA MALE!

La pratica sportiva agonistica, in genere, prevede l’utilizzo del corpo al fine di eseguire un gesto tecnico specifico in grado di superare il risultato dell’avversario. Lo sport agonistico, quindi, ha come primo fondamento la competizione.

La competizione ha come natura la prevaricazione dell’avversario per raggiungere l’obiettivo.

Etimologicamente “sport” significa “svago, ricreazione, divertimento”, e che sia agonistico o meno
include sempre l’utilizzo del proprio corpo.
Citate tali premesse, quale è il vero ruolo del corpo?
Quando, il corpo, viene menzionato con ruolo primario?

Perché lo sport, agonistico o meno, possa essere praticato al meglio richiede ineccepibilmente
una forma fisica ottimale o, meglio ancora, funzionante.

Il gesto atletico migliora con l’allenamento; l’allenamento è la ripetizione esasperata dello stesso movimento;
lo stesso movimento ripetuto più volte sovraccarica l’articolazione; l’articolazione sovraccarica produce stress muscolare;
lo stress muscolare induce il corpo a codificarlo come dolore; il dolore è sintomo di male; il male è l’opposto del bene!

Quindi mi chiedo e vi chiedo: lo sport fa veramente così bene?

La mia domanda è puramente provocatoria e io stesso, in prima persona, sono promotore di sport e pratico l’attività sportiva:
ma con l’utilizzo di tanti “ma”!.

Una frase che uso spesso e che può consolidare la mia candidatura a favore dello sport è:
 “piuttosto che una vita da divano, meglio qualsiasi sport”.

Ho deciso di scrivere questo articolo perché più volte mi è stata posta la domanda in merito
a quale pratica sportiva fosse la più indicata per il paziente, evitando di ricadere nella medesima sintomatologia dolorosa.
Bene, io non ho una risposta sicura e certa, perché il problema non consiste nella pratica sportiva in sé,
ma nella coscienza individuale di sapersi muovere secondo le regole fisiologiche e biomeccaniche che
il nostro corpo ci insegna.
Posso consigliare a gran voce di preferire uno sport simmetrico rispetto ad uno asimmetrico.

Arriviamo al dunque: praticare un qualsiasi sport senza essere coscienti del proprio corpo e delle proprie capacità
non è un peccato capitale ma un grande errore.
Provo a chiarire le idee con un esempio pratico: paragoniamo il nostro corpo ad un vestito e supponiamo di essere vestiti di tutto punto, da festa. Supponiamo inoltre che lo sport in questo caso sia il riordino della cantina.

Come sarà il nostro vestito dopo il lavoro? Ancora impeccabile e da festa? Non credo!

Non sarebbe meglio indossare un abbigliamento adeguato all’attività da svolgere?

Dunque, se il nostro corpo fosse preparato a svolgere l’attività sportiva cosciente, potremmo ridurre il suo inutile sovraccarico.
Quindi sapersi muovere è alla base della buona riuscita di una qualsiasi attività fisica, per sapersi muovere devo avere la giusta coscienza di me medesimo fisicamente,
per averne la coscienza devo anzitutto eseguire esercizi che possano farmi prendere atto del mio stato e
SOLO DOPO posso inoltrarmi in una qualsiasi attività sportiva.

Vi risulta un discorso strampalato?

Allora facciamo una prova semplice semplice:
fermatevi in questo medesimo istante; lasciate che solo la respirazione e gli occhi possano muoversi.
Sapete esattamente in che posizione siete?
La schiena è in carico minimo possibile?
Il vostro peso è giustamente bilanciato su entrambi gli arti?
Mmmmh, qualche dubbio a me è già sorto, e a voi?

Pensate: un banale gesto come la lettura richiede una gestione del corpo già articolata su più fronti.
Quindi vi chiedo, quando correte, spostate pesi, tirate calci a un pallone o colpite la palla con la racchetta,
sapete cosa fa veramente il vostro corpo? Lo state veramente rispettando e utilizzando secondo le sue regole?

Non voglio dilungarmi oltre in merito perché è un argomento che richiede numerose righe di trattazione e potrebbe risultare noioso,
lo scopo è solo quello di portare maggiore attenzione sul nostro corpo che a me piace definire come il più bel vestito che abbiamo.

Per concludere: sport si ma con coscienza di movimento.

 A cura di LV